Crisi idrica a Paola, Riparte il Futuro scrive a Regione e Sorical: «Non è più emergenza, è collasso strutturale»
Il capogruppo Andrea Signorelli chiede un Tavolo Tecnico urgente, aperto anche a categorie economiche e comitati civici. In gioco la tenuta del servizio idrico e l’immagine turistica della città.
Paola, 17 luglio 2026 — Basta parlare di emergenza, quando l’emergenza dura ormai da oltre cinque anni. È questo il senso della lettera che il consigliere comunale Andrea Signorelli, capogruppo di Riparte il Futuro, ha inviato oggi alla Presidenza della Regione Calabria, a Sorical S.p.A. e al Commissario Straordinario Nazionale per la scarsità idrica, chiedendo la convocazione urgente di un Tavolo Tecnico Permanente sulla crisi idrica che colpisce Paola e l’intera fascia costiera calabrese. La missiva è stata inviata anche per conoscenza ad ARRICAL, ARERA, al Sindaco e al Consiglio Comunale di Paola, alle associazioni di categoria Confcommercio, Confesercenti e Federalberghi della provincia di Cosenza e a comitati civici locali.
Nel documento, Signorelli descrive una situazione ormai insostenibile per i cittadini, fatta di turnazioni quotidiane e di interruzioni frequenti, spesso senza preavviso, che costringono intere famiglie a organizzare la propria giornata intorno agli orari di erogazione dell’acqua. Ed è proprio da questa quotidianità del disagio che nasce il punto centrale della lettera: quella che le istituzioni continuano a chiamare “emergenza”, scrive il capogruppo di minoranza, è in realtà un fenomeno ormai strutturale e sistemico, che si ripete identico da anni e che per questo richiede strumenti di programmazione seria, non più interventi tampone. Non a caso Signorelli richiama il diritto all’acqua come diritto umano fondamentale, riconosciuto dalle Nazioni Unite nel 2010, oltre agli obblighi di continuità e qualità del servizio idrico già previsti dalla normativa italiana.
A pesare, secondo la lettera, non è tanto la scarsità delle risorse quanto la loro dispersione lungo una rete infrastrutturale ormai obsoleta: in provincia di Cosenza, ricorda Signorelli, le perdite di rete arrivano a sfiorare il sessanta per cento dell’acqua immessa, una percentuale ben oltre le soglie di efficienza richieste anche dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Una situazione che si ripercuote non solo sui residenti ma anche sull’immagine turistica del territorio, dal momento che la mancanza d’acqua rappresenta ormai un ostacolo concreto per il comparto ricettivo, commerciale e della ristorazione, capace di scoraggiare chi sceglie le proprie vacanze informandosi in anticipo sulle condizioni del territorio.
Da qui le proposte operative avanzate nella lettera: l’efficientamento e la digitalizzazione della rete idrica di Paola, a partire dalla rimozione delle tubature in eternit ancora in uso, che comportano un rischio sanitario; l’introduzione di sistemi di monitoraggio digitale capaci di individuare in anticipo le perdite; il potenziamento della capacità di stoccaggio attraverso interventi di manutenzione straordinaria su vasche e serbatoi; la ricerca di una maggiore autonomia idrica dei territori, con la mappatura delle falde e la realizzazione di nuovi pozzi comunali; e ancora, nelle aree costiere a maggiore afflusso turistico, la valutazione di impianti di desalinizzazione alimentati da fonti rinnovabili, oltre al recupero e al riutilizzo delle acque reflue e piovane per usi irrigui e industriali.
Al centro della richiesta resta comunque la convocazione, entro pochi giorni, di un Tavolo Tecnico Permanente che non coinvolga soltanto le istituzioni — Regione Calabria, Sorical, ARRICAL e Comune di Paola — ma anche le rappresentanze economiche e civiche del territorio.
Signorelli avverte infine che, in assenza di un riscontro tempestivo e di indicazioni concrete sulla data del Tavolo Tecnico, si riserva di promuovere ulteriori iniziative istituzionali a tutela dei cittadini, dalla mozione in Consiglio Comunale a interrogazioni parlamentari tramite il coinvolgimento di autorevoli rappresentanti politici nazionali, fino alla segnalazione agli organi di controllo competenti sulla mancata programmazione di un servizio pubblico essenziale.