Addio al Commendatore Francesco Ventura: l’uomo che portò i binari del Sud verso il futuro.

Da Bisceglie a Paola, una vita spesa a costruire l’Italia che corre.

C’è chi lascia un segno nella memoria delle persone, e chi lo lascia nel paesaggio. Francesco Ventura appartiene a quella rara categoria di uomini capaci di fare entrambe le cose. Con la sua scomparsa, avvenuta oggi 12 giugno 2026, se ne va il fondatore di un’impresa che ha cambiato il volto ferroviario del Mezzogiorno, e se ne va un uomo che aveva scelto Paola — non per caso, ma per convinzione profonda — come terra di una vita intera.

Nato in Puglia, Francesco Ventura si trasferisce con la sua famiglia a Paola, dove costruisce, traversa su traversa, quello che diventa un vero colosso nel settore delle costruzioni ferroviarie. La Calabria tirrenica lo accoglie, ed egli la ricambia con decenni di lavoro, di occupazione, di visione industriale in una terra che di visioni ne aveva viste troppe naufragare.

La sua storia, però, non comincia in nessuna stanza di rappresentanza né dietro alcuna scrivania. Francesco Ventura impara il mestiere sin dalla giovanissima età, svolgendo tutte le mansioni proprie del settore ferroviario. Questo significa cantieri all’alba, sole e pioggia sulla schiena, mani che conoscono il peso reale di una traversa e il rumore assordante delle macchine rincalzatrici. Fa i lavori più umili, quelli che temprano il carattere e forgiano la coscienza, e quella fatica giovanile diventa il suo capitale più autentico: la credibilità silenziosa di chi può guardare negli occhi un operaio e dirgli, con semplicità e verità, “so cosa fai e so quanto costa farlo“. Chi lo ha conosciuto ricorda soprattutto questo: una gentilezza d’animo rara, la stessa con cui trattava il più giovane dei suoi operai e il più importante dei suoi interlocutori.

L’Impresa Francesco Ventura Costruzioni viene fondata nel settembre del 1971, e in pochi anni, grazie all’innata capacità organizzativa unita alla solida competenza tecnica maturata sul campo, diventa un’importante realtà nel settore dell’armamento ferroviario. La conferma arriva quasi subito. Già nei primi anni Settanta l’impresa esegue quella che era considerata la più importante opera ferroviaria italiana dell’epoca: il raddoppio della ferrovia Battipaglia–Reggio Calabria, un cantiere che attraversa per centinaia di chilometri la dorsale tirrenica, dalle pianure campane fino allo Stretto. Per un’azienda nata da pochi anni, in Calabria, aggiudicarsi quell’opera significa entrare nella storia. Il Commendatore ci entra, e non ne esce più.

Negli anni successivi l’azienda partecipa a importanti progetti sulla rete ferroviaria ordinaria, sull’Alta Velocità e nel trasporto urbano, affermandosi come leader europea nel settore dello scartamento ridotto grazie al parco macchine più grande e innovativo del continente. Il cammino non è privo di ostacoli — come in ogni grande avventura imprenditoriale, gli alti e bassi non mancano — ma la tenacia del Commendatore trasforma ogni difficoltà in un gradino verso l’alto. Il risultato è un’azienda solida, capace di attraversare le stagioni e di diventare fonte di sostentamento per centinaia di famiglie del territorio. Da Paola, una città di provincia sul Tirreno, Francesco Ventura guarda i cantieri di tutta Italia — e non solo.

Ma la grandezza di un imprenditore non si misura soltanto nei contratti vinti o nei chilometri di binario posato. Si misura in ciò che costruisce attorno a sé, per gli altri. L’azienda dota il proprio organico di una scuola professionale riconosciuta dalle autorità regionali, dedicata alla formazione e alla riqualificazione degli operatori dell’armamento ferroviario. Un investimento sulle persone che in Calabria, in quegli anni, ha il sapore di un atto di fede nel futuro. Centinaia di lavoratori del territorio imparano un mestiere vero, specializzato, spendibile ovunque. Quella scuola è la sua opera filantropica più concreta e duratura: una scelta generosa e lungimirante a favore di chi, come lui da ragazzo, costruisce tutto con le proprie mani.

E la filantropia del Commendatore va ben oltre i cancelli dell’impresa. È un uomo presente nella comunità, capace di guardare lontano, di sostenere chi ha bisogno con discrezione e slancio autentico. Paola lo sa, e lo ricambia con una stima che resiste al tempo.

Quando nel 2022 la famiglia Ventura sceglie di affidare l’azienda al gruppo Salcef, lo fa con la serenità di chi sa di aver fatto il proprio dovere fino in fondo, consegnando al futuro un’eredità industriale solida e viva, capace di crescere ancora.

Oggi, accanto al dolore, resta qualcosa di più forte della tristezza. Resta Anna, che ha condiviso con lui gran parte di questa avventura straordinaria, presenza discreta e indispensabile. Restano i figli — Pietro, Maria Antonietta, Alessandro e Massimo — e i nipoti, la famiglia numerosa che Francesco Ventura ha cresciuto nell’esempio quotidiano del lavoro, dell’onestà e del rispetto per chi fa sacrifici. Quella è la sua eredità più vera e preziosa: una famiglia che porta avanti il suo nome con orgoglio e gratitudine, custodendo vivo tutto ciò che ha visto costruire con amore.

Paola lo piange oggi come uno dei suoi figli più illustri. Non era nato qui, ma qui aveva scelto di radicarsi, di scommettere, di dare senso a una vita intera. I binari che solcano la Calabria portano, in qualche tratto, la sua firma invisibile. E questo, per un uomo venuto da lontano che aveva deciso di dare del Sud delle opportunità di crescita, vale più di qualsiasi onorificenza.

Riposa in pace, Commendatore.

Con gratitudine,

Andrea

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Tutto il gruppo consiliare “Riparte il Futuro” esprime le proprie condoglianze alla moglie Anna, ai figli Pietro, Maria Antonietta, Alessandro e Massimo, ai nipoti, ai parenti e a tutti coloro che hanno avuto la fortuna di lavorare al suo fianco.